Tipografia araba e calligrafia, alcune risorse

Consultando le statistiche del nostro sito abbiamo notato che le ricerche che contengono le parole «caratteri arabi» portano spessissimo tra le pagine di questo blog e col tempo diventano sempre più frequenti. Non credo ci sia molto materiale in italiano disponibile in rete sull’argomento, ma ovviamente i link in lingua inglese colmano questa lacuna. Lontano dal voler essere un post esaustivo, di seguito vi elenco alcuni spunti interessanti per avere almeno un’infarinatura sulla tipografia e la calligrafia araba.

Tipografia e grafica in Iran
Nei paesi arabi il legame tra tipografia e calligrafia è molto stretto e spesso è difficile trovare una linea di demarcazione tra le due discipline, sempre che esista. PingMag ha scritto un bel post qualche tempo fa a proposito della tipografia in Iran, che vanta una ricca schiera di interpreti contemporanei di questa lunga tradizione calligrafica. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento consiglio il libro «Vision of design: Reza Abedini» che raccoglie una ricchissima selezione delle sue opere.
Su SDZ dell’Aiap ci sono molti articoli a proposito dell’Iran, tra cui «Grafica da un ‘paese canaglia’». I grafici iraniani pubblicano una rivista quadrimestrale, Neshan, fondata da Majid Abbasi, Saed Meshki, Morteza Momayez, Ali Rashidi, Firouz Shafei, Iraj Zargami.

Calligrafia araba
Sull’argomento ci sarebbe ovviamente tantissimo da scrivere. Sul bel blog «I love typography» sono stati pubblicati alcuni articoli tra cui, recentemente, un’intervista a Nadine Chahine (nuova stella della tipografia araba, a quanto sembra) e un articolo su «la calligrafia araba come esercizio tipografico», che spiega le varie tipologie di scrittura con foto di esercizi e degli strumenti utilizzati. L’autrice, Julia Kaestle, frequenterà l’anno prossimo il master in Typedesign all’università di Reading.
Piccola curiosità: esiste ancora un quotidiano scritto a mano, The Musalman.

Caratteri arabi e latini
Avevamo parlato dell’esperimento della Khatt Foundation che aveva fatto collaborare un typedesigner olandese con uno arabo per creare un carattere da affiancare ad alcune famiglie latine. L’intento era ottimo anche se alcuni esperti di arabo non hanno appezzato le liberà che si sono presi per latinizzare i tratti calligrafici arabi.
Per saperne di più potete guardare il sito Arabic Typography di Tarek Atrissi e quello di Pascal Zoghbi .
Ma non tutto si trova in rete: il volume «Arabic typography, a comprehensive sourcebook» (Huda Smitshuijzen AbiFarès ISBN 0-86356-347-3) è considerato un testo di riferimento.
Siamo in attesa di poter pubblicare un po’ di materiale di Emanuela, che nell’ultimo anno è stata a Reading ed ha realizzato un carattere arabo.
Marta
29 Luglio 2008 alle 21:40
Bel post Marta, non posso che apprezzare!
30 Luglio 2008 alle 12:02
Lo specimen è splendido!! Perché non scrivi un post? (grazie dei complimenti.. eheh)
22 Agosto 2008 alle 04:27
mitici!
occhio pero che arabi e persiani non sono esattamente la stessa cosa!
confermo su nadine chahine, che ho conosciuto ad amsterdam e abu dhabi: é un mito!
tra gli altri, ha fatto la versione araba del frutiger, e ora sta facendo un dottorato sulla leggibilitá dell’arabo con unger a leiden
baci!
W LS!!
gigi
2 Settembre 2008 alle 10:37
Ciao Marta!!!
da quanto tempo… da Venezia, ricordi? Il TeachMe e le magliette…
intanto buonissima Olanda e complimenti per tutte le esperienze meravigliose che state vivendo e raccontando ogni giorno. Siete grandi. Spero ci incontreremo presto! Questo post, seppur piccino rispetto alla vastità delle calligrafie orientali, è davvero prezioso. Grazie!
Roberta
p.s.: GIGGIIIIIIII!!!! VEDIAMOCIIIII!!!!
5 Settembre 2008 alle 23:50
Ciao Roberta, certo che mi ricordo!!
un abbraccio olandese, M.